ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE
"
FRANCESCO CARRARA"
LUCCA
UNIVERSITA' DEGLI STUDI
DI
FIRENZE
DIPARTIMENTO DI ENERGETICA

Pagine realizzate da M. Pucci . testi di S. Gratziu foto di M. Landi

 

Il calore radiante

Nel 1800 l'astronomo Wilhelm herschel (1738 - 1822) analizzando la radiazione solare mise in evidenza una regione invisibile di spettro, chiamata infrarosso, rivelabile per le sue proprietà termiche. La radiazione associata a tale regione di spettro fu chiamata calorifica.

Analogamente nel 1803 Wilhelm Ritter (1776 - 1810) trovò che al di là della regione del violetto vi erano dei raggi invisibili capaci di annerire una soluzione di cloruro di sodio. In questo caso si parlò di radiazione chimica. Nonostante che gli esperimenti di Francois Delaroche (1775 - 1813) avessero mostrato molte somiglianze tra la radiazione luminosa ed il calore radiante, per molti anni la loro distinzione rimase ben salda nel mondo scientifico.

Nel 1853 André Marie Ampère (1775 - 1836), riprendendo una vecchia affermazione di Thomas Young (1773 - 1829), sostenne che il calore radiante è luce invisibile ed è originato dalla vibrazione delle particelle dell'etere.

Toccò al fisico italiano Macedonio Melloni (1798 - 1854) mostrare definitivamente che si era di fronte allo stesso genere di vibrazioni, diverse soltanto per la frequenza. Per rivelare direttamente il calore radiante Melloni andò oltre le tecniche termoscopiche adottate dai predecessori, in particolare il termometro differenziale di John Leslie (1766 - 1832). Egli utilizzò il termomoltiplicatore (ossia una pila termoelettrica collegata in serie ad un galvanometro) ideato da Leopoldo Nobili e sviluppò le sue misure in perfetta analogia con quelle dell'ottica allineando su un banco tutti gli strumenti (sorgenti di calore, specchi, lenti). Per tutto l'ottocento il banco di Melloni rappresentò lo strumento ideale per lo studio della radiazione infrarossa.

Alla fine del secolo esso venne gradualmente sostituito dal bolometro di Samuel Pier Point Lanley (1834 - 1906), dal radiometro di Ernst Pringsheim e dal radiomicrometro di Charles Vernon Boys.


torna alla : SALA DELLA TERMOLOGIA