| IL VOLTO SANTO

NOTIZIE - L'OPERA D'ARTE - FAMA E TRADIZIONE
NOTIZIE
Un crocifisso ligneo, raffigurante il Volto Santo, è la statua- reliquario
venerata a Lucca, che si trova dinanzi al quarto altare della navata sinistra della
cattedrale di San Martino, dentro la cappella, che
fu costruita da Matteo Civitali con marmo di Carrara nel 1484.
Secondo l'antica leggenda di Leobino, il Volto Santo è stato
scolpito da Nicodemo, uomo menzionato nel Vangelo di Giovanni, dopo la resurrezione e
lascensione del Cristo.
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Il compito di effettuare questa
scultura era stato dato a lui perché si voleva creare un crocifisso che avesse il vero
volto di Gesù, e si pensava che Nicodemo fosse uno dei pochi che era in grado di scolpire
unopera così importante. Con il legno e con lo scalpello, aiutato più dalla grazia
divina che dallarte sua, scolpì il busto del Volto Santo. La sera, stanco, si
addormentò, lasciando da scolpire la testa; al suo risveglio, però, il crocifisso era
completato, poiché gli angeli durante la notte avevano lavorato per lui.Durante il
periodo delle persecuzioni, Nicodemo ormai in punto di morte, affidò questa scultura a
Isacaar, il quale la nascose nel sotterraneo di una grotta attigua alla casa di Seleucio
per evitare che venisse danneggiato o rubato dai giudei.
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Dopo Isacaar di generazione in generazione il Volto Santo
fu sempre oggetto di venerazione, fino a quando il Vescovo Gualfredo lo ritrovò
allinterno della grotta e decise di porlo dentro una nave adornata di molti ceri e
lampade accese. Lo ricoprì di bitume, affidandolo alla Provvidenza e sperando che
raggiungesse un paese dove molti popoli sarebbero accorsi per venerarlo.
La nave miracolosa senza vele e opera umana arrivò al porto di
Luni.
Nel frattempo, una notte, un angelo apparve al Vescovo Giovanni
di Lucca, dicendogli che doveva recarsi al Porto di Luni assieme ai suoi fratelli perchè
lì avrebbe trovato una scultura molto importante raffigurante il vero Cristo in croce.
Il Vescovo Giovanni, insieme al Clero e al popolo, si
affrettò a raggiungere il porto di Luni. La barca, inizialmente spinta dalle onde, andava
verso i Lunesi, ma poi per la potenza divina si recò verso i Lucchesi e da essi si fece
prendere. I Lunesi, non essendo favorevoli al fatto che il Crocifisso si recasse a Lucca,
diedero inizio ad una contesa, che si terminò con la decisione del Vescovo Giovanni di
donare loro unampolla vitrea piena di sangue di Cristo.
Lingresso trionfante del
Volto Santo a Lucca avvenne nel 742, ed esso fu collocato nella Chiesa di San Martino, vicino alle porte nella navata di
mezzogiorno.

Analizzando l'opera d'arte vera e propria una
prima annotazione da fare, è che questa rappresenta, per così dire, un caso anomalo,
rispetto a tutte le altre statue riguardanti il tema del Cristo Crocifisso. Siamo infatti
abituati a vederlo rivestito solo dal perizoma, ossia la fascia bianca alla vita che al
momento della crocifissione indossava, con una corona di spine sul capo, con le gambe
incrociate, con le mani trafitte da chiodi e con il corpo lasciato andare.
Esaminando invece le particolarità del Volto Santo, dal capo verso i
piedi, numerose sono le differenze che osserviamo.
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Per quanto riguarda i
capelli sono sciolti, lunghi ed hanno la divisa nel centro. Ha inoltre baffi e barba,
quest'ultima divisa in due ciuffetti a coprire in parte la bocca, di cui restano comunque
visibili le labbra. Il naso è molto lungo e aquilino. Particolarità della statua: gli
occhi sono aperti e, girando intorno all'edicola nel quale è situato, essi ci seguono sia
che ci troviamo in posizione frontale che laterale: questo in quanto "il tondo"
degli occhi è fatto in polvere di vetro e il resto in lamina di argento. Gli occhi sono
aperti in quanto la scultura vuole rappresentare il cosiddetto "Cristo Triumphans"
cioè trionfante sulla morte nella resurrezione, mentre i Crocifissi che ci sono più noti
sono del tipo "Cristo Patiens" cioè morto sulla croce.
Intorno al collo vi sono inoltre dei
piccoli fori di cui se ne attribuisce l'esistenza ad un qualcosa (probabilmente di stoffa
e a forma di palmetta che è il simbolo della vita) che nel Medioevo gli veniva posto come
collare ed appuntato con dei chiodini. La figura indossa un "colobium",
cioè una particolare tunica con il quale si vestivano i sacerdoti nel periodo medioevale.
Le pieghe sono esattamente simmetriche e le maniche, che arrivano fino ai polsi, hanno
entrambe la stessa dimensione. Tale abito è legato in vita con un doppio nodo, altra
tipica caratteristica sacerdotale. La tunica che arriva fino alle caviglie lascia comunque
intravedere i piedi che, non incrociati, sono lasciati andare, paralleli e abbastanza
lunghi.
Il materiale con il quale è stata fatta questa
scultura è legno di noce e non di cedro del Libano come tante leggende ci dicono.
Vedendo il Volto Santo così a colpo d'occhio,
per quanto riguarda le dimensioni, si nota immediatamente che esso è molto più grande
rispetto a quelle di un uomo qualsiasi: questi presenta infatti le misure di 2 metri e 45
centimetri di altezza e 2 metri e settantacinque di larghezza. Pertanto, la scultura è
molto più larga che alta e questo in quanto tutti i crocefissi, sia scolpiti che dipinti,
vengono sempre ideati per avere una collocazione in alto e, al fine di mantenerne le
proporzioni, le dimensioni sono sicuramente diverse.
Proseguendo la nostra analisi va chiarito il
motivo del sorprendente colore scuro del viso e delle mani ed invece il colore molto più
chiaro dei piedi. Certamente quest'ultimo, era in origine il colore di tutta la statua,
poi scurita dal fumo dei ceri e del tempo. Conosciamo infatti da fonti scritte che il
crocifisso in passato era sempre illuminato da candele che, nel bruciare, affumicavano il
legno. Dobbiamo ora sapere che il tempio, in cui si trova ora protetto il Cristo, viene
aperto due volte l'anno: il 3 di maggio e il 13 settembre che è la festa della Croce. I
fedeli che per devozione sfiorano i piedi della scultura, ne rimuovono la
"fuliggine", mantenendo così la colorazione originale. Del resto sappiamo che,
per quanto riguarda il volto e le mani, sebbene sia stata più volte chiesta
l'autorizzazione da parte della Soprintendenza ad effettuarne il restauro, il Clero non
dà la possibilità di toccarlo in alcun modo.
Riguardo ai caratteri somatici del viso,
si sa che il tutto è avvolto da un alone di mistero che continua a persistere. Fino al
1921 d'altronde il Volto Santo veniva addobbato e mostrato al pubblico solo per due volte
l'anno. Da ciò deriva che gli studi che sono stati fatti siano molto recenti e su questi
molti critici continuano a dibattere e a cercare documenti per capire la provenienza e le
origini di questo crocifisso.
Spostandosi lateralmente, la scultura appare
quasi concava. Ancor di più è messa in rilievo la posizione del capo che, rivolto verso
destra, è chinato verso il basso: da ciò si trae la conclusione che in origine doveva
essere collocato molto in alto. Dietro la nuca vi è stato trovato un cassettino dove
probabilmente, secondo l'unica leggenda che ci è stata tramandata, "la leggenda di
Leobino" vi era una reliquia, di cui però non possiamo avere l'assoluta certezza.
L'unica cosa sicura è che questo è un Crocifisso reliquiario come quelli che (
pochissimi) venivano importati da Gerusalemme, dalla Palestina. Per quanto riguarda il
colobium, che attualmente ci appare di color nero, sono state ritrovate delle tracce di
rosso e pertanto si presuppone che il colore originale della tunica fosse questo, dato
che, come già detto, questo, secondo l'uso del Clero, ha il simbolo del martirio.
La cupola in cui è contenuto il Volto Santo è
decorata secondo il metodo cosiddetto a lisca di pesce. Secondo il Codice Tucci Tognetti,
del XIII secolo ed attualmente conservato nella Biblioteca Statale di Lucca, non sarebbe
comunque questa l'originale costruzione ma si parla di una cappella antecedente al 1100 a
base quadrangolare, con il tetto a capanna, in marmo bicromo, bianco e nero, con
all'interno un altare. Si pensa pertanto che nel 1100 il Volto Santo fosse già collocato
nella cappella; al contrario non si conosce dove fosse in origine in quanto non si ha
alcun documento a riguardo.
Di certo
si sa che esso era attaccato a un muro e che successivamente il vescovo Anselmo da Baggio,
che fu poi eletto papa Alessandro II, decise, nel corso della fervida restaurazione che
compì nella cattedrale durante la sua carica, di porlo in una cappella.

Limmagine del Volto Santo iniziò a diffondersi anche
lontano dalla città di Lucca grazie ai pellegrini
e ai mercanti lucchesi, che viaggiando riuscirono a far conoscere la sua
magnificenza a molti popoli. Sempre in questo periodo iniziarono la prime raffigurazioni
della leggenda affrescate nelle cappelle delle famiglie nobili della città, ad esempio
nella cappella della villa dei Buonvisi che si trova presso Monte San Quirico;
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anche nelle chiese iniziarono i primi affreschi
e uno di essi lo possiamo
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CORONA DEL VOLTO SANTO
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trovare allinterno della Chiesa di San Frediano, databile intorno al 1508-09,
perchè secondo la leggenda la prima dimora del Volto Santo fu proprio questa. Dopo il
1655, anno della solenne coronazione della Sacra immagine, il Volto Santo si diffuse nelle
chiese del Contado lucchese. Parallelamente alle raffigurazioni delle chiese aumentarono
gli affreschi allinterno delle cappelle private, che prendono il nome di iconografia
stereotipata nella quale appaiono,oltre alla figura del Volto Santo, anche i suoi
gioielli. Molto spesso però le famiglie facevano effettuare queste opere per far notare
la loro importanza, infatti si facevano inserire allinterno delle opere; inoltre
l'immagine del Volto Santo veniva incisa anche sulle monete lucchesi.
Le immagini del Volto Santo erano poste sia entro la cerchia
muraria sia nel contado o nelle antiche vicarie. Esiste una differenza tra esse, infatti
le prime vengono costruite in un arco di tempo molto più lungo rispetto alle seconde,
anche se esse non sono datate mentre le seconde si. Allinterno della cerchia muraria
possiamo trovare delle immagini del Volto Santo su almeno due porte (Porta San Pietro e
Porta San donato) e sulla facciata del Palazzo Mazzarosa. Allesterno di essa invece
sono particolarmente significative le immagini che troviamo a Borgo Giannotti (1850) e a
Montignoso (1631).

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Le feste religiose a Lucca
rappresentavano un fattore importante nella vita cittadina; erano finanziate dalla camera
lucchese con contributi variabili da 25 a 40 lebbre di cera. Un attenzione particolare era
riservata alle manifestazioni legata al culto del Volto Santo. Per festeggiare questo
giorno, il 14 settembre, il clero lucchese organizzava e organizza tuttora una
processione, la cosiddetta "Luminara di Santa Croce".
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I simboli religiosi di questa processione sono il cero, il
fuoco e la luce che occupano un posto importantissimo, sia perchè acquistano un
significato di offerte e di supplica sia perchè attestano la presenza di Dio. Il corteo
durante la processione si snoda dalla Basilica di San Frediano fino al Duomo di San Martino, lultimo percorso che
secondo Leobino il Volto Santo effettuò per raggiungere la sua attuale collocazione.


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