S. MARTINO

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STRUTTURA E FACCIATA- INTERNO

Il centro della vita spirituale lucchese è senza dubbio la cattedrale di S. Martino che è anche la chiesa più grande della città.

Numerose sono state le modifiche ad essa attuate dalla sua prima costruzione ad oggi , basti pensare agli elementi aggiunti in epoca posteriore, come gli scalini che separano il presbiterio dalla rimanente parte della chiesa, il coro dietro l'altare, anticamente destinato ai cantori, le due cappelle a destra e a sinistra del transetto, la zona rettangolare alla destra del presbiterio, dove attualmente si trova il sarcofago di Ilaria del Carretto.

Oggi la chiesa, posta nella zona centro- sud del nucleo storico della città di Lucca, è sì circondata da edifici, fra cui l'importante Casa dell'Opera del Duomo,opera datata sicuramente mediev ale, ma ha anche numerosi spazi che fanno risaltare il suo splendore architettonico, quali la piazza Antelminelli e il grande prato intitolato a Monsignor Arrigoni, nella parte posteriore, con il grande chiostro dove si affacciano gli edifici collegati all'attività dei canonici e, nel passato, anche alla vita culturale, politica, economica, della città intera.

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STRUTTURA E FACCIATA

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Cominciando ad analizzare la struttura architettonica e monumentale della cattedrale, si nota la sua pianta a croce latina con tre navate, divise da pilastri (testimonianze dell'influsso lombardo). Degli scalini separano il resto della chiesa dal presbiterio.

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La facciata romanica, tutta composta da marmi di colori diversi, tra cui prevalgono il bianco , il verde, il rosso e il rosa, appare incompleta perchè manca un ultimo ordine di loggette, però l'insieme offre un effetto di movimento e di colorismo per la varietà delle colonne, delle cornici, delle finestre monofore e bifore, delle decorazioni a rilievo, ad intaglio o a traforo.

Da notare è anche la statua di S. Martino il Povero (purtroppo una copia, pechè l'originale è stato messo all'interno della Chiesa) e l'iscrizione presente nella statuina posta a destra , all'interno del primo ordine di loggette. Il soggetto di questa, un guerriero, infatti, tiene in mano un cartiglio, che riporta le seguenti parole: "Nel 1204 la mano dell'esperto Guidetto innalzò tanto belle" . Chiara è dunque la firma dell'autore e la data in cui la facciata è stata realizzata. La primitiva chiesa, pertanto, anche se costruita nel VI secolo, su ordine di Frediano, tuttavia ha subito diverse ristrutturazioni, fra cui una nel 1060, di cui si conserva un'altra iscrizione sotto il portico, e nel XIII secolo allorchè fu rifatta l'abside, oltrechè quella del citato Guidetto inerente la facciata.

All'interno del portico è evidente il programma iconografico del medesimo, in quanto luogo che conduceva al Volto Santo, pertanto i soggetti rappresentati sopra il portale centrale sono: l'Ascensione di Cristo (lunetta) e la Madonna circondata dagli Apostoli (architrave).

Sopra il portone destro, invece, si trova raffigurato il martirio di S Regolo, il vescovo le cui spoglie sono conservate nella cattedrale; nella lunetta sinistra si ha la Deposizione di Nicola Pisano.

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Interessanti sono anche i rilievi che rappresentano i mesi dell'anno con i relativi segni zodiacali. Altrettanto rilevante, a ridosso del campanile è il labirinto che rappresenta simbolicamente lastrada che i fedeli devono percorrere per raggiungere la salvezza.

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  Sotto questo soggetto medievale si ha l'iscrizione di una sepoltura in quanto fino al VII secolo si aveva l'abitudine di seppellire fuori i morti.

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INTERNO

Osservando dall'interno, la cattedrale è divisa in tre navate per mezzo di pilastri, che si differenziano dalle colonne in quanto hanno in larghezza la stessa dimensione in ogni parte. La copertura della navata centrale e delle due laterali è costituita da volte a crociera , separate da archi la cui membratura poggia sui pilastri , dividendo quindi le navate in campate. L'interno è alleggerito dalla presenza di finestre trifore o quadrifore con archi trilobati a sesto acuto, che si aprono sui matronei cioè le zone della Chiesa riservate alle donne e ai bambini.

Le opere principali, all'interno della Chiesa, sono: 1) l'originale di San Martino il Povero, tipica scultura romanica del XII-XIII secolo, di cui non si conosce niente con certezza, caratterizzata dalla presenza del cavallo, in una posizione estremamente statica e frontale quasi a dare l'idea di irrealtà; 2) l'importante griglia che si trova al centro della Chiesa , che, ricoperta di stoppa, viene accesa al momento del Gloria durante le solenni Messe del Vescovo (tale è un privilegio antichissimo riconosciuto solamente al Papa in S. Pietro a Roma e al Vescovo di Lucca); 3) il sarcofago di Ilaria Del Carretto,

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opera dell'inizio del 1400, che è attualmente uno dei monumenti più conosciuti di Lucca, e forse ancor di più rispetto al Volto Santo. Per quanto riguarda il transetto, esso nella parte sinistra è totalmente chiuso ed in quella destra è privo di matronei, anche se continuano le finestre e questo al fine di

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"alleggerire" il muro. Sempre in questa parte vi sono le opere di Matteo Civitali che è stato uno degli artisti più importanti che ha lavorato in Lucchesia nel Rinascimento: fra le sue opere più importanti la tomba di Pietro Da Noceto, il committente di molte opere d'arte, e di Domenico Bertini, noto mecenate lucchese, in basso alle quali vi sono teschi e ossa in marmo, l'altare di San Regolo, San Sebastiano e San Giovanni e il muro del presbiterio. Importante è la Croce Dipinta che è posta sopra l'altare maggiore appesa al soffitto in quanto rari sono ancora presenti nelle chiese i crocifissi di questo tipo. Di altrettanto ambito pregio il pulpito, eseguito da Matteo Civitali, situato tra la zona del presbiterio, destinata ai chierici e la zona occupata dai fedeli e che un tempo veniva utilizzato per l'omelia. Ennesima opera d'arte dello stesso autore la statua di S. Sebastiano e il tempietto del Volto Santo..

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