ILARIA DEL CARRETTO

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"...Sei qui rimasta sola. il mio sussulto

forse è il tuo, uguale  d'ira e di spavento.

Remoti i morti e più ancora i vivi,

i miei compagni vili e taciturni. (S.Quasimodo)

Nella sagrestia del duomo di S. Martino, è possibile ammirare il monumento funebre a Ilaria del Carretto, seconda moglie di Paolo Guinigi, morta nel dare alla luce un figlio al marito, che l'aveva sposata in seconde nozze.

La nobildonna , famosa per la sua bellezza, apparteneva alla ricca casata del marchese Carlo del Carretto, de' potenti signori del Finale.

Quest’opera fu eseguita da Jacopo della Quercia due o tre anni dopo la morte della donna, avvenuta nel 1405.

Il sarcofago porta lo stemma Guinigi - Del Carretto in uno dei lati corti, mentre tutto intorno è circondato mirabilmente da putti che sorreggono pesanti festoni. Il volto, raffigurante la nobile Ilaria, reso liscio e trasparente dalla fine lastra di marmo, è adornato con un'acconciatura del periodo, mentre il corpo è modellato da un vestito , che segue linee morbide e mosse verso il basso. Si può notare il passaggio dei piani del marmo dalla testa all’acconciatura, ai cuscini. In fondo, ai piedi, è collocato un cane che è il simbolo della fedeltà.

Questo monumento è stato trasferito più volte nel tempo e non si sa quale fosse stato il posto originario. Esso è stato ripulito nel 1980. Oggi , mentre il viso della statua è molto liscio, invece il naso è rovinato, perché era tradizione che il toccarlo portasse fortuna in amore. La lastra di marmo segue l’andamento della figura. Questa, essendo di sottile spessore, offre nel suo insieme lo splendore e la trasparenza dell' alabastro.

Nel 1989è stato deciso un intervento di restauro al fine di integrare alcune fratture o piccole lacune causate dal peso di coloro che si sporgevano a toccare l'effigie di Ilaria e di togliere polvere e grassi depositati sulla superficie. Questo intervento, che una volta terminato fu giudicato esemplare, è stato poi causa di indignazione e di polemiche senza fine oltre ad avere avuto risvolti giudiziari per una presunta pulitura troppo accentuata, che avrebbe causato anche un effetto di "appiattimento" del modellato del marmo.Image11.gif (1552 bytes)

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