S. FREDIANO
San Frediano è fra le più antiche chiese di
Lucca, costruita nel VI secolo per volere del Vescovo Frediano.
Una prima annotazione da fare su questa basilica è il fatto che sia particolarmente a
ridosso delle mura e affatto isolata; molti degli edifici, infatti sono stati
direttamente inglobati nella costruzione principale, essendo stati questi parte del
monastero e del cimitero che erano adiacenti alla chiesa.
Nel periodo in cui fu costruita la chiesa originale, cioè nel VI secolo, allorchè
era ancora intitolata a S. Vincenzo, essa era fuori dalle mura ma in una zona altamente
popolata. Il suo orientamento è opposto rispetto a quello di tutte le altre chiese:
queste, infatti, hanno l'altare verso levante e la facciata verso ovest, in S. Frediano
invece è esattamente l'opposto. Ciò si deve essenzialmente ad un motivo e cioè che la
facciata, nella riedificazione, era troppo a ridosso della cinta muraria che intanto si
veniva costruendo e per questo sarebbe stata girata conferendo alla chiesa la disposizione
attuale.

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La prima osservazione che si può fare osservandone la
piantina è che vi sono stati realizzati lavori di scavo dai quali sono emersi resti di
edifici precedenti, che, una volta documentati, sono stati ricoperti. Una caratteristica
della chiesa preesistente è che doveva avere tre absidi e che doveva essere a croce
latina al contrario di ciò che è oggi, ossia a pianta basilicale, mancando del
transetto. Sul sagrato della chiesa, cioè sulla parte rialzata di fronte alla facciata
sono stati ritrovati i resti della base di appoggio di una loggia.
Il campanile, infine, nell'attuale configurazione, è
vicino all'abside ma il cambiare di orientamento della chiesa lascia supporre che
originariamente fosse vicino alla facciata come quello di S. Martino.Questo è stato fatto in varie epoche: il
basamento è anteriore al XII secolo mentre la parte più alta è sta rifatta nel XIII
secolo, con la presenza di monofore, bifore, trifore e quadrifore.
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L'attuale costruzione ha tre navate divise da colonne,
un grande presbiterio diviso da due ordini di gradini, sotto il quale si aveva in tempi
remoti una cripta , inoltre vi sono una serie di cappelle laterali dette gentilizie in
quanto venivano fatte costruire dalle famiglie più ricche della città, versando poi
denaro per mantenere (acquistare le candele, far dire le messe,...) l'altare che vi era
dentro. Era un motivo di pregio, infatti, per le famiglie avere una cappella in cui
esercitare il proprio "giurispadronato".
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Nel XIII secolo si ebbe linnalzamento della
basilica con laggiunta del mosaico in facciata e la trasformazione
dellinterno, poiché questa venne divisa in cinque parti: tre navate centrali più
due laterali occupate dalle cappelle. Le ulteriori trasformazioni nei secoli successivi
vennero fatti allinterno, e interessavano la costruzione e larricchimento
delle cappelle laterali. Nella facciata non ci sono
logge se non una finta loggetta al di sotto del mosaico. La decorazione, infatti, è
costituita soltanto dal mosaico nella parte superiore e ci sono dei rilievi marmorei che
decorano i portali. Ad esempio, in quello principale cè un

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architrave con un motivo a tralci
(tipico della scultura del XII sec.). Notevole è è
il mosaico a fondo oro che nella parte alta fa una leggera curva che serve a
rendere lAscensione di Cristo in maniera prospetticamente più valida. Questo è
diviso in due parti: la parte inferiore dove sono raffigurati gli apostoli e la parte
superiore centrale dove è rappresentata lAscensione di Cristo nella mandorla
sorretta dagli angeli. Per quanto riguarda la datazione di questo mosaico, si può
riferire al XIII secolo, periodo in cui la facciata è stata sopraelevata.
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Non conosciamo gli esecutori anche se cè
corrispondenza della pittura e del modo di lavorare con gli artisti bizantini che si
trovavano a Ravenna in quel periodo; come si può notare dagli abiti dei personaggi che
sono piatti e schematici e le figure poste una accanto allaltra a formare una
fila. Quantomeno quindi gli autori del mosaico se non erano bizantini erano a conoscenza
di quellarte. In mezzo alla facciata cè una finestra che doveva probabilmente
ospitare una scultura della Madonna con Bambino, che però è stata tolta nel corso delle
modificazioni. Ci sono monofore e quattro oculi in corrispondenza di ogni navata.
Il paramento è liscio in marmo bianco. In questa chiesa il paramento è limitato alla
facciata, mentre le pareti laterali sono lasciate in pietra di vari colori alternati,
che formano fasce (paramento bicromo).
Sulla facciata sono presenti anche delle unità di misura per la
misurazione dei tessuti e questo ci suggerisce che sul sagrato della chiesa ci fosse un
mercato di tessuti, come in S. Martino cerano gli speziali e i cambiavalute.

All interno le navate sono divise da colonnati con capitelli gli
uni diversi dagli altri e questo materiale si ritiene di spoglio proveniente da
edifici di epoca romana. Il soffitto è a capriate . Linterno presenta delle
monofore che occupano la parte alta della navata centrale e ulteriori due ordini di queste
sullabside, che contribuiscono ad illuminare la chiesa. E presente una cornice
marcapiano che serve ad articolare le pareti della navata centrale, inoltre vi sono degli
affreschi sia sul muro che su alcune colonne.
Sullaltare maggiore e nel coro
cè un pavimento, datato XII-XIII secolo e attribuito
ad artisti cosmateschi che lavoravano a Roma, con disegni geometrici e con
linserimento di marmi e di pietre di colori diversi. Questo pavimento denominato ad Opus
Alexandrinum faceva parte della cantoria che si trovava nella navata centrale, davanti
allaltare, e che fu smontata nel 1426 .
Nella navata sinistra si apre la Cappella Trenta, che è nata per
lopera marmorea di Iacopo
Della Quercia. Qui è presente un polittico diviso in cinque parti, di cui una
è occupata da una Madonna con Bambino,mentre le altre da Santa Orsola,
San Lorenzo, San Gerolamo e San Riccardo . Poi cè la predella (parte in
basso) dove ci sono dei basso rilievi in cui viene rappresentata la vita dei santi
presenti negli archi.
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Sotto laltare, allinterno del sarcofago
romano, sono collocati i resti di San Riccardo a cui la cappella è dedicata. Sotto la
Madonna con bambino cè la firma dellautore con la data di
terminazione dellopera, 1422. Larredo marmoreo si completa con la presenza
delle tombe terranee di Lorenzo Trenta e della moglie.
Un'altra cappella è quella di S. Agostino, affrescata nel 1500 dal
pittore bolognese Amico Aspertini e raffigurante tra l'altro la
storia del Volto Santo. Sul lato destro invece cè il miracolo di San Frediano, quando questultimo devia con un rastrello
il corso del fiume Serchio. Allinterno di questa cappella venivano seppelliti i
priori del convento dedicato a San Frediano, e così fu previsto di ricordare il Santo a
cui è dedicata la chiesa. Sullo sfondo cè la città di Lucca, ma anche qui ci sono
delle licenze poetiche dellartista, come si può vedere dai personaggi che non sono
vestiti con abiti del VI secolo, cioè il periodo in cui è vissuto San Frediano; questi ,
contemporanei allartista, sono inseriti in scene avvenute molti secoli prima.
Nella cappella Fatinelli è conservata la teca con il
corpo di Santa Zita, una santa molto
venerata a Lucca.
A destra dell'ingresso della chiesa cè anche una scultura molto
particolare, un fonte battesimale o
forse una fontana. L'opera è costituita da una vasca esterna composta da sei
doghe, cioè da sei pezzi che sono tenuti insieme da parti di ferro, poi da una vasca
ulteriore allinterno e dal coperchio.
IL tutto è unopera tra le più interessanti della scultura del XII secolo a Lucca,
perchè innanzitutto è firmata da Robertus Magister e poi per i caratteri stilistici che
presenta. Due delle doghe sono occupate da profeti , mentre nelle altre quattro doghe sono
rappresentati i momenti della vita di Mosè.
Sul coperchio si trovano gli apostoli e i mesi dellanno con i mestieri della
campagna.
Sopra la porta della Cappella de Soccorso è collocata una
lunetta con un affresco raffigurante la Madonna con Bambino tra S. Riccardo e Santa Zita,
realizzato nel 1200 e in origine parte della decorazione a fresco della controfacciata.

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