PALAZZO MANSI

       NOTIZIE STORICHE INTERNOPINACOTECA

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NOTIZIE STORICHE

L'edificio Mansi che sorge in pieno centro storico a Lucca è un esempio di Domus Lucchese, (sviluppo in senso orizzontale della casa), e nel contempo la sede di un Museo e di una Pinacoteca, che insieme al Museo di villa Guinigi sono fra i più importanti della città. Il palazzo era una dimora patrizia del 600/700 e prende il nome dalla famiglia che lo ha abitato sino al 1957, poi successivamente negli anni '60 venne acquistato dallo stato e, dopo una serie di interventi di restauro, nel 1977 venne aperto al pubblico. Le stanze al piano terreno sono attualmente adibite per allestire mostre temporanee, mentre l'appartamento più importante, cioè quello più nobile è il fulcro stesso del museo. In una parte delle stanze del secondo piano è ancora in preparazione una mostra sulla Pittura Figurativa Lucchese e una mostra sull'antico tessile.

Per quanto riguarda l'origine dei Mansi, si pensa che fossero una famiglia arrivata dalla Sassonia nell' XI secolo. I primi documenti, che risalgono al 1080/1090, ci dimostrano che i membri di questa famiglia erano proprietari terrieri che abitarono in una "Domus magna" o "domus a vita" in via S.Pellegrino, così chiamata perché in fondo alla via si trovava una cappella dedicata a questo santo e oggi via Gallitassi.

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IL PALAZZO IN UN TERRILOGIO DEL SEICENTO

Sopra il portone d'ingresso al palazzo, ancora oggi possiamo notare lo stemma in pietra della famiglia, che si ripeterà anche in quasi tutte le stanze del palazzo. La presenza di questo stemma ci vuol far capire che fino alla metà del 500 essi abitarono in questa Domus, dopodiché, nella seconda metà dello stesso secolo, iniziarono altri tipi di attività, diventando commercianti di tessuti, armi, oggetti preziosi, e agenti di cambio.Alcuni membri della famiglia,allora, si staccarono dalla Domus e comprarono in altre parti della città, così che si formarono quattro rami Mansi. Quello che noi trattiamo è denominato S.Pellegrino. Il primo che acquistò questo palazzo fu Raffaello Mansi.

L'edificio nel '500 si presentava all'esterno molto lineare ed era ad un solo piano, mentre le scale erano molto semplici e i soffitti erano edificati con dei cassettoni in legno. Raffaello voleva una dimora che si adeguasse alla sua importanza e che denotasse prestigio, ricchezza e potenza economica nella società della città. Quindi iniziò la prima grande ristrutturazione che ebbe termine alla fine del 1680, in occasione di un matrimonio. Questo nobile affidò tutta questa ristrutturazione all'architetto fiorentino Mazzanti di origine lucchese, in contatto con la famiglia dei Medici e quindi a conoscenza di tutte le novità, in modo che poteva trasferirle nel palazzo di Raffaello. L'architetto eliminò completamente i soffitti a cassettoni in legno e li fece affrescare, inoltre fece costruire un grande salone di rappresentanza ad effetto scenografico. Il palazzo inoltre venne alzato di un piano e al posto della piccola porta di entrata venne aperto un grande portone.La seconda grande ristrutturazione cioè una delle più visibili si ha 100 anni più tardi con la costruzione di un'altra grande sala, la sala degli stucchi; la terza ed ultima ristrutturazione è avvenuta alla fine dell'800 e gli inizi del '900. Questa sala, insieme alle altre, è quella che ha dato l'impronta finale al palazzo, perché si è mantenuta sino ai nostri tempi, ed è quella che possiamo vedere ancora attualmente.

In questa ristrutturazione Raffaello Mansi Orsetti adibì alcune stanze di servizio a Pinacoteca. Nell'atrio del palazzo, come si può ancora notare, fece dipingere sulle pareti gli stemmi delle famiglie che si erano imparentate con la famiglia.

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INTERNO

Nel '500 la scala principale, nella parte interna del palazzo, era formata da scalini alti e stretti, invece, con la costruzione di una nuova scala nel '600, si ebbe, attraverso un porticato che dava sul giardino interno, uno scalone aperto a vista con effetto scenografico che portava direttamente nella sala da ballo.

Lo scalone precedente diventò una semplice scala di servizio, lungo la quale erano appesi dei quadri, due di questi rappresentanti il Cardinale Lambertini, il quale diventò Papa Benedetto XIV. La figura di quest'uomo fu ricordata dai Mansi in quanto era loro parente. Altri quadri presenti, raffiguravano Ottavio, padre di Raffaello, e Gaspare, fratello e marito di Lucida San Miniati Mansi che è la protagonista di un'importante leggenda sul palazzo.

In un soppalco interno, posto nella parte alta della stanza da ballo ed al quale si poteva accedere soltanto dal piano superiore, si trovava l'orchestra. Nel palazzo originale, la stanza era suddivisa in due piani, poi, dopo la ristrutturazione l'architetto Mazzanti con l'abbattimento del soffitto la rese unica.

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Fu fatto questo per dare maggior respiro alla stanza. Questa sala fu terminata alla fine del 1680 in occasione del matrimonio fra Carlo Mansi e Eleonora Pepoli, una ragazza appartenente ad una famiglia benestante bolognese, che incrementò il patrimonio Mansi. Lo stemma della famiglia, a scacchi bianchi e neri, è rappresentato sotto lo stemma Mansi e accanto allo stemma Arnolfini appartenente alla famiglia della madre dello sposo. Per affrescare la sala furono chiamati due pittori bolognesi, in onore dellasposa; loro avevano già lavorato per la famiglia Pepoli che apprezzò molto il lavoro svolto.

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ALCOVA

Questi due pittori erano Gian Gioseffo dal Sole, che era specializzato nelle figure, faceva parte della scuola pittorica bolognese e quindi aveva una lunga esperienza in questo campo; l'altro era Marcantonio Chiarini, un quadraturista il cui compito era superare certi schemi architettonici reali attraverso schemi illusionistici ed era quello che in quel momento andava di moda in quanto creava stupore (Tromp d'oeil).

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Sul soffitto vi era rappresentato il convitto degli Dei con una tecnica che creava sempre un effetto illusorio, in quanto è realizzato con la tecnica dell'affresco. Sulla parete di sinistra, invece ritroviamo l'episodio che fece scaturire la guerra di Troia; questo rappresentava Paride che doveva scegliere la donna più bella fra tre Dee: Venere, Atena e Giunone, mentre sulla parete destra si ha l'episodio raffigurante Enea che scappa da Troia insieme al padre Anchise e al figlioletto Ascanio.

PORTIERA SEICENTESCA

Su questa parete il soggetto principale è proprio Enea perché rappresenta il fondatore della stirpe romana, come Carlo ed Eleonora lo erano della famiglia Mansi .Per il resto vi sono tutte sequenze tratte dalla vicenda di Enea, mentre nei quattro medaglioni agli angoli della sala sono presenti gli elementi naturali ( terra, acqua, aria e fuoco ) che poi ritroveremo anche nelle sale dell'appartamento vero e proprio. Sulla parete opposta alla porta di accesso di questa stanza, vi troviamo un dipinto raffigurante un terrazzo, che creava un effetto di profondità, con un cagnolino che stava a significare la fedeltà.             Accanto alla sala da ballo vi era una piccola cappella per il culto; le pareti di quest'ultima, erano rivestite di un famoso tessuto lucchese, il diaspro. Ì tessuti che vediamo in questo palazzo sono soprattutto di un periodo compreso tra il 1600 e il 1800. In tutta la città di Lucca non vi è un altro museo che possieda dei tessuti risalenti all'epoca medievale in quanto questi sono stati esportati dai mercanti ed i tessuti lucchesi di quell'epoca si trovano prevalentemente nei musei dell'Europa settentrionale, soprattutto a Lione.

Le stanze presenti nel palazzo sono dette "infilate" perché da una si accede all'altra fino ad arrivare all'ultima che è quella maggiormente decorata, l'alcova, ovvero la camera da letto, e l'effetto provocato è di crescente meraviglia; il percorso, nel 1600, era a ritroso ovvero se si voleva uscire bisognava tornare indietro, in quanto le porte che si possono vedere adesso sono state costruite in epoca più recente, cento anni dopo. Al posto delle porte che dividono una stanza dall'altra c'erano le "dezze portiere" eseguite in tessuto lavorato da artigiani lucchesi, su cui c'era lo stemma dei Mansi, assieme ad un altro il quale veniva cucito ogni volta che una nuova importante famiglia si imparentava con loro .                                                                           Sui soffitti dell'epoca, un'attribuzione di un pittore fiorentino, Il Ciocchi, sono rappresentati i quattro elementi (acqua, terra, fuoco, aria), uno per ogni stanza.Nella prima vi è la terra simboleggiata dalla dea Cibele, con la torre in testa, mentre sui sovrapporta sono stati messi, alla fine del 1700, dei tessuti dipinti a tempera magra. Seicenteschi sono invece gli arazzi (da cui prende il nome la stanza), utilizzati dall'ultimo erede della famiglia, Raffaello Mansi. Essi, usati come tappezzeria, sono stati tagliati e collocati dentro cornici dorate, senza peraltro rappresentare l'ordine della storia da essi rappresentata in origine.

J.D'EGMONT: ARAZZO CON LA STORIA DI AURELIANO E ZENOBIA

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Questi tessuti sono molto importanti perché creati su disegno di Egmunt, allievo di Rubens, e sono stati proprio i Mansi a commissionare i tessuti alla manifattura reale di Bruxelles.                                                                                  Nella seconda stanza abbiamo il secondo elemento, l'acqua, rappresentato dalla dea Galatea. I mobili che si trovano nella stanza sono quelli originali della famiglia Mansi, come la tappezzeria, tessuta a Lucca. Alle finestre vi sono dei rasi lucchesi, quindi di produzione recente o alquanto posteriore ai classici diaspri.                                                                                                     Proseguendo il percorso si giunge nella camera da letto dove si può rilevare che il letto non è quello originale; interessante è il baldacchino, con tendaggi per mantenere il calore durante la notte.                                                              Nella sala da pranzo vi è rappresentato Bacco, il Dio delle messi; questa sala ha delle dimensioni molto modeste in quanto nel Seicento si usava pranzare in più stanze su piccoli tavolini allestiti sul momento dalla servitù. Passando nel salotto Guinigi Magrini e nella camera azzurra si può osservare dai decori del soffitto e dallo stile neoclassico del camino che queste stanze sono più recenti, perché nel 1600 i camini erano fatti in pietra e non in marmo (come nel periodo napoleonico).                         

Continuando la visita delle stanze si osserva che ovunque si vada ci si ritrova al punto di partenza (caratteristica propria del palazzo cinquecentesco), così si arriva nella sala degli stucchi; essa venne realizzata cento anni più tardi rispetto alla vecchia galleria e come dice il nome è stata realizzata interamente in stucco. Questa sala da ballo fu commissionata dal Mansi in occasione del matrimonio con Camilla Parensi che fra l'altro portò in dote una ricca collezione di quadri fiamminghi. Per realizzare questa stanza venne chiamato il pittore Stefano Tofanelli, esperto in questo genere e direttore dell'Accademia delle Belle Arti di Lucca. La difficoltà incontrata nel realizzarla era la sua dimensione ridotta, il cui soffitto era poco ampio e alto, e la sua posizione obliqua rispetto al resto delle stanze.

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PINACOTECA

Alla fine dell'800 Raffaello Mansi Orsetti decise di prendere alcune stanze e adibirle a Pinacoteca.

Egli utilizzò degli accorgimenti che sono alla base del museo moderno: decise di mettere la luce zenitale, quelle cioè che va dall'alto verso il basso, in modo che non vi fossero dei riflessi di luce che impedissero la visione uniforme del quadro; a quell'epoca vi era un lucernario di luce naturale ma la Sovrintendenza ha dovuto chiuderlo per fare dei lavori di consolidamento del tetto, sostituendolo con dei neon di luce artificiale.

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I quadri di maggiori dimensioni

PINACOTECA

sono stati collocati nella stanza più grande, mentre i restanti sono stati divisi in altre tre sale nel seguente ordine: in una vi sono i ritratti, in un'altra le sacre famiglie e gli oggetti sacri ed infine nell'ultima le battaglie.

Nei piani superiori del palazzo Mansi si possono ammirare ancora telai medioevali ed assistere tutt'oggi alla lavorazione artigianale della seta. Ospite in alcune stanze del Palazzo è la Sovrintendenza alle Belle Arti di Lucca, che qui ha la Sezione Didattica molto utile per la produzione culturale non solo in ambito scolastico, ma anche sociale in senso più ampio e turistico.

PIANTA DEL PIANO NOBILE DI PALAZZO MANSI

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APPARTAMENTI MONUMENTALI                                                                                               1)Galleria del Tofanelli                                                                                                                             2)Salone della Musica                                                                                                                           3)Cappella                                                                                                                                                                              4)Le Sale e la Camera di Parata                                                                                                           5)L'Alcova                                                                                                                                                  6)Stanza con l'allegoria di Minerva                                                                                                         7)Stanza con l'allegoria del Sonno                                                                                                         8)Stanza con l'allegoria di Bacco                                                                                                             9)Salotto sec.XIX                                                                                                                                      10)Camera Azzurra

PINACOTECA

11) Salone                                                                                                                                                       12)Sala Prima                                                                                                                                              13)Sala Seconda                                                                                                                                          14)Sala Terza

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