I RITI DI FONDAZIONE

 

 

Dopo aver delimitato l’area in cui doveva sorgere la città, si svolgevano i riti di fondazione: le autorità si recavano sul luogo determinato ed i magistrati prendevano gli auspici del giorno. Venivano poi fatti i sacrifici agli dei: questo rito era simile a quello fatto per la purificazione del popolo. Consisteva nel sacrificio di un maiale, di una pecora e di un toro. Successivamente il fondatore faceva un solco sul quale sarebbero sorte le mura. L’aratro era trainato da un toro e da una vacca ed era inclinato in modo da far ricadere le zolle all’interno. Il fondatore indossava una toga che velava in parte il suo capo (cinctus Gabinus).

Da alcune iscrizioni capiamo che il suo territorio delimitato era sacro: "nessuno porti un uomo morto all’interno dei confini della città o della colonia, al di là della linea arata, né lo seppellisca, né lo bruci, né vi costruisca un monumento dell’uomo morto." Questo era un rito molto antico e secondo Plutarco e Ovidio anche Romolo tracciò la cinta delle mura con l’aratro, durante la fondazione di Roma. Secondo alcuni, questi riti di fondazione derivano da quelli etruschi ma questo è un argomento che ha portato a diverse conclusioni.

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