INTRODUZIONE SUL BILANCIO E CONTABILITA' AMBIENTALI D'IMPRESA

Ogni attività umana incide in maniera positiva o negativa sull'ambiente con l'uso diretto o indiretto delle sue risorse.

In tale quadro vanno considerate anche tutte le azioni relative all'uso del territorio, dell'acqua e dell'aria a livello di attività produttiva.

E' infatti il sistema produttivo che desta il maggiore interesse da parte della collettività per l'incidenza sul sistema ambientale derivante dall'uso delle materie prime e della loro trasformazione in prodotti ed in rifiuti facilmente riconducibili all'ecosistema.

Il settore produttivo quindi ormai non può più limitarsi alla valutazione dell'impatto sulle localizzazioni e sulle risorse esterne ma deve preoccuparsi contestualmente delle incidenze che la tutela ambientale interna ed esterna ha sul bilancio ambientale.

Da ciò l'opportunità di predisporre una contabilità ambientale d'impresa per la misurazione, la rilevazione e l'analisi dei costi e dei ricavi di carattere ambientale ed un bilancio ambientale contenente specifiche voci di costi e di ricavi, tale da poter calcolare la loro incidenza sul reddito.

BILANCIO AMBIENTALE D'IMPRESA (ECOBILANCIO O BILANCIO ECOLOGICO)

Solo negli ultimi anni le imprese di tutti i settori industriali sono diventate più sensibili all'importanza dell'elemento ambiente e alla sua tutela, grazie ad una legislazione sempre più attenta all'argomento e ad una nuova coscienza sociale al danno ecologico causato dai processi produttivi e prodotti inquinanti.

L'ambiente oggi infatti non è più una semplice variabile operativa, ma è considerato come una variabile strategica che comporta gestione e pianificazione ai livelli più elevati della direzione aziendale.

Sono stati quindi pensati nuovi strumenti di analisi qualitativa e quantitativa dell'impatto aziendale dell'attività imprenditoriale ed il bilancio ambientale ne rappresenta l'elemento più significativo.

Il bilancio ambientale d'impresa si può definire come quell'insieme di metodologie volte a rappresentare, da un punto di vista quantitativo ed economico, le complesse interazioni esistenti tra aziende ed ecosistema esterno.  

In quanto espressione della sensibilità ecologica del contesto economico e sociale il bilancio ambientale è uno strumento volontario la cui redazione non è prevista dalla normativa nazionale o comunitaria.

I primi ecobilanci sono stati realizzati nella seconda metà degli anni 80 da aziende tedesche, anglosassoni e scandinave appartenenti soprattutto al settore della chimica.

In Italia il primo bilancio ambientale è del 1992 (IBM).

Data la caratteristica di volontarietà del bilancio ambientale questa ha comportato divergenze nelle scelte metodologiche a scapito dell'omogeneità e della confrontabilità delle informazioni presentate. Il bilancio ambientale amplia il concetto di capitale produttivo agli elementi del patrimonio naturale impiegati nei processi di produzione e consumo e fornisce informazioni circa il loro impiego.

Il bilancio ambientale, considerandolo nella formulazione amplia adottata dallo SPACE (Centro Europeo per gli Studi sulla Protezione Aziendale dell'Università Bocconi), è volta a individuare ed evidenziare le seguenti dimensioni:

BILANCIO INPUT-OUTPUT

Il bilancio input-output si riferisce alle dimensioni dei processi e quindi rappresenta in modo organico le relazioni esistenti tra impresa ed ecosistema naturale. Tutto questo avviene con un' opportuna rilevazione dei dati quantitativi e qualitativi riguardanti l'impatto ecologico dei processi produttivi aziendali. 

Il bilancio input-output rappresenta quindi una sorta di inventario complessivo di tutte le risorse naturali utilizzate, in ingresso, per lo svolgimento delle attività di trasformazione, e delle grandezze inquinanti in uscita. Da un punto di vista operativo, si tratta di costruire una serie di prospetti nei quali evidenziare tutti i flussi fisici rilevanti.

BILANCIO DI PRODOTTO O LIFE CYCLE ASSESSMENT (LCA)

Il bilancio di prodotto è uno strumento per la valutazione dell'impatto ambientale di un prodotto durante l'intero suo ciclo di vita e cioè dalle fasi di estrazione delle materie prime fino allo smaltimento (o, in tutti i casi in cui è possibile, al riciclo o al recupero di materie ed energie) del bene al termine della sua vita utile.

L'ecobilancio di prodotto e quello input-output si distinguono per l'oggetto delle rispettive analisi: LCA che si focalizza sui prodotti, mentre il bilancio input-output valuta l'impatto ambientale di un processo produttivo nel suo complesso.

L'LCA presenta per l'impresa alcune complessità aggiuntive, almeno nella sua versione più completa. Tali difficoltà sono dovute alla necessità di individuare e contabilizzare le risorse naturali impiegate e le emissioni e i sottoprodotti generati da fasi di trasformazione a monte dell'impresa, ovvero a valle della stessa.

LA CONTABILITA' AMBIENTALE D'IMPRESA

La contabilizzazione delle interazioni fisico-quantitative tra l'impresa, i suoi processi di trasformazione, i suoi prodotti e l'ecosistema naturale può e deve essere affiancata, dall'identificazione e valutazione dello sforzo economico profuso per la gestione dei diversi problemi ambientali.

Si definiscono ambientali quei costi generati da attività la cui finalità principale, diretta o indiretta, sia volta a prevenire, ridurre o eliminare qualsiasi forma di inquinamento. Tra le categorie più significative è possibile ricordare, i costi sostenuti per lo smaltimento dei rifiuti e degli scarti di produzione, i costi per il monitoraggio delle emissioni in atmosfera e di analisi della qualità delle acque di scarico, i costi per l'installazione di depuratori, filtri e altri, dispositivi volti alla prevenzione dell'inquinamento ecc. ecc. Alcuni recenti studi, infatti, hanno dimostrato la crescente incidenza della spesa ambientale sulla struttura dei costi di molte aziende. In alcune circostanze, tale incidenza sembra raggiungere percentuali prossime al 20% delle spese complessive d'impresa, benché i tradizionali sistemi contabili non riescano a evidenziare tali problematiche.

Analogamente, appare interessante individuare benefici potenziali ed effettivi riconducibili alle attività di gestione ambientale. Tra questi è possibile citare, ad esempio, la riduzione dei costi aziendali grazie all'adozione di impianti più efficienti da un punto di vista ecologico, in grado di ridurre gli scarti, le emissioni e i consumi energetici, oppure la riduzione dei costi di bonifica e/o ripristino dei siti inquinati, il miglioramento dell'immagine aziendale, la conquista di quote di mercato grazie alla differenziazione dei prodotti in senso ecologico ecc.

Negli ultimi anni, quindi, a integrazione delle informazioni sull'andamento della gestione aziendale, l'esigenza di considerare nei processi di pianificazione, verifica e controllo anche grandezze di natura ambientale ha condotto allo sviluppo di apposite metodologie nell'ambito della cosiddetta contabilità ambientale d'impresa.  

Nella contabilità ambientale si sviluppano due momenti essenziali:

Il problema principale nell'affrontare una contabilità come efficace strumento per la presa di decisioni in tema di inquinamento riguarda la corretta definizione delle voci di costo da considerare. Si definiscono costi ambientali quei costi generati da attività il cui scopo principale, diretto o indiretto, tenda a prevenire, ridurre o eliminare qualsiasi forma di inquinamento.

In tema di analisi dei costi ci si può avvalere di diversi strumenti per la identificazione e la misurazione dei costi ambientali quali ad esempio il metodo dei centri di costo, del ciclo di vita, dell'ABC.

Occorre inizialmente procedere alla classificazione dei possibili costi di gestione e costi strutturali o di investimento.

Costi di gestione:

Investimenti: