LE
ALLEGRE COMARI DI WINDSOR
Una
tradizione vuole che questo lavoro di Shakespeare sia stato scritto in una
quindicina di giorni a richiesta della regina Elisabetta che voleva vedere sulla
scena Falstaff innamorato.
La commedia consiste nell’intreccio di due
motivi: quello di Falstaff che fa la corte a due ricche borghesi di Windsor, e
ne è scornato, e quello di Anna Page a cui i genitori vogliono dar marito.
Falstaff trovandosi a corto di quattrini, decide di far la corte alle mogli di
Ford e di Page, due borghesi di Windsor, poiché esse hanno il governo della
borsa dei loro mariti. La signora Ford ha una vita domestica turbata dalla
gelosia del marito assillato dal timore d’esser fatto cornuto; la signora Page
non va d’accordo col suo intorno al pretendente che sua figlia dovrebbe
sposare. Falstaff manda identiche lettere galanti alle due donne, che decidono
di vendicarsi. Nym e Pistola, i compagnoni di Falstaff da lui allontanati,
avvertono i mariti. Page non resta scosso, mentre a Ford non par vero di trovare
un’occasione per cogliere la moglie in flagrante. Falstaff riceve dapprima la
visita di
madama
Quickly, serva del dottor Caius, incaricata di far da mezzana dalle due signore;
costei assicura Falstaff che le due donne non chiedono di meglio che di fargli
piacere: poi riceve una visita di Ford sotto le finte spoglie di Ruscello, che
si finge spasimante per la signora Ford, e promette di cedere poi il passo a
Ruscello. All’appuntamento, sopravvenendo Ford con una turba di amici per
constatare l’adulterio, Falstaff è in fretta e furia nascosto in una cesta di
panni sporchi, e poi scaraventato nella melma del fiume. A un secondo
appuntamento Falstaff è mascherato da donna grassa, e come tale è battuto di
santa ragione da Ford. Anche il marito geloso è stato burlato due volte, ma
finalmente ora gli viene scoperto il complotto, e si dà un ultimo appuntamento
a Falstaff nella foresta di Windsor, dove è assalito e pizzicato da
pseudo fate e pseudo folletti, e infine smascherato da Ford e Page.
L’intreccio
secondario rappresenta il corteggiamento di Anne, figlia di Page, da parte di
tre pretendenti, il dottor Cajus, medico francese, Stanghetta, sciocco cugino
del giudice Zucca, e Fenton, un bizzarro giovanotto, che Anna ama. Madama
Quickly fa da mezzana per i tre, e li incoraggia imparzialmente. Sir High Evans,
parroco gallese, s’interpone in favore di Stanghetta, e
viene
sfidato da Cajus, ma le ostilità si riducono al maltrattamento della lingua
inglese da parte di un gallese e di un francese. All’ultimo appuntamento dato
a Falstaff nella foresta, Page, che favorisce Stanghetta, dispone che costui
rapisca sua figlia, che vestirà di bianco, mentre la signora Page, che
favorisce il dottore, dispone che sua figlia vesta di verde e sia rapita da lui.
Ma al momento buono i due pretendenti si trovano tra le mani un ragazzo
travestito, mentre la vera Anne è fuggita con Fenton di cui diviene sposa.
Questa commedia fornisce uno spaccato della
società provinciale inglese per la sua atmosfera, il muoversi dei personaggi e
per il loro dialogare. La vicenda, infatti, è piena di riferimenti a luoghi e
persone e usi che dovevano essere familiari ai londinesi del tempo.
Il tema centrale della beffa intorno agli
sfortunati tentativi di seduzione di Sir John Falstaff verso le due mogli,
quello della gelosia del marito di una di esse, Ford, era già abbondantemente
sfruttato dalla novellistica italiana. Shakespeare conosceva Boccaccio; ma il
particolare del cesto da bucato in cui viene nascosto un incauto corteggiatore
per sfuggire alle furie del marito geloso si ritrova tale e quale in una novella
della raccolta “il Pecorone” di Giovanni Fiorentino, che Shakespeare
conosce, perché da esso attingerà anche la trama del suo “Mercante di
Venezia”