| ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE "FRANCESCO CARRARA" LUCCA |
UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI FIRENZE DIPARTIMENTO DI ENERGETICA |
Pagine realizzate da M. Pucci . testi di S. Gratziu foto di M. Landi
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La scienza idraulica
Le prime opere idrauliche, testimoniate già
nel secondo millennio a.C., erano sorte principalmente a fini
agricoli (irrigazione dei campi) e di approvvigionamento idrico
urbano: nel Medio Oriente si trovano resti di acquedotti
sicuramente precedenti l'età ellenistica, e opere analoghe
dovevano esistere in Cina e in Egitto. I romani ripresero e
perfezionarono le tecniche costruttive già note applicandole a
realizzazioni ciclopiche; presso i greci avevano invece ricevuto
maggior attenzione altri problemi idraulici (leggi di
galleggiamento formulate da Archimede, macchine per il
sollevamento dell'acqua studiate da Erone ecc.). Verso la fine
del medioevo, nella pianura padana si cominciarono a scavare i
primi canali navigabili, o navigli, e intorno al 1500 Leonardo si
occupò attivamente di teoria ( esposta nel Trattato del moto
e della misura delle acque) e di pratica idraulica,
realizzando le conche di navigazione che consentivano ai natanti
di superare bruschi dislivelli. Nei tre secoli successivi,
studiosi italiani e francesi adottarono soluzioni convenienti per
la sistemazione del corso dei fiumi, la canalizzazione, le
correnti a pelo libero o la pressione; mancava tuttavia una
formulazione teorica corretta e completa, in grado di risolvere i
problemi posti dal movimento delle acque (un'impostazione teorica
per l'idrostatica esisteva invece già da tempo). Nel secolo
scorso l'idrodinamica dei liquidi perfetti (esenti da viscosità
e attriti) aveva ormai acquistato solide basi; ma i tentativi di
trasferire le leggi dei fluidi perfetti ai liquidi reali
dell'idraulica condussero soltanto a individuare leggi empiriche
valide in molti casi particolari, mentre non esiste a tutt'oggi
una teoria concreta universalmente applicabile. La
soluzione di un problema idraulico richiede dunque in pratica
semplificazioni concettuali molto drastiche; anche per questo
l'idraulica si articola in numerose sezioni che affrontano i
singoli casi specifici: l'idrostatica studia i fluidi in
quiete, le cui leggi principali portano i nomi di Archimede,
Pascal, Stevino; l'idrodinamica si occupa del movimento
relativo di liquidi e solidi; la foronomia studia
l'efflusso dei fluidi attraverso aperture dette luci ,e calcola
la portata e la forma più conveniente delle luci stesse; l'idrometria
stabilisce le basi teoriche e le tecniche per misurare la
portata e la velocità delle correnti, la capacità dei bacini,
l'andamento delle piene fluviali, ecc.; il moto delle acque
filtranti studia il movimento attraverso materiali incoerenti
permeabili, assimilabili a un fascio di tubi capillari
comunicanti; l'obiettivo principale consiste nel calcolo della
velocità media di filtrazione. Queste diverse sezioni forniscono
gli elementi per le prime indagini teoriche, per la costruzione
eventuale di modelli, e per la realizzazione di opere volte alla
regolazione e all'utilizzazione delle acque.
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